Ho usato lo strano metodo degli chef e finalmente il mio riso è venuto perfetto

Lorenzo Fogli

Gennaio 13, 2026

È sabato mattina, sei al mercato, e ti ritrovi a pensare: cosa preparo oggi? Tra un banco e l’altro, il profumo del riso appena cucinato ti colpisce e ti fa venire voglia di portarne a casa un pacco. Ma ti sei mai chiesto perché il riso che mangi al ristorante è sempre così perfetto? Ecco la verità: c’è un trucco che, se conosciuto, può fare la differenza. In questo testo, vedremo come cuocere il riso alla perfezione, rivelando tecniche e accorgimenti che ogni chef custodisce gelosamente. Ti racconto una mia esperienza: una volta, ho provato a cucinare un risotto per una cena con amici e, seguendo questi consigli, il piatto è stato un successo straordinario e ho ricevuto complimenti a non finire.

La scelta del riso giusto

Partiamo dalla base: la scelta del riso. Esistono diverse varietà, ognuna con le sue caratteristiche. Per piatti come il risotto, è fondamentale optare per un riso con un buon contenuto di amido, come il Arborio, il Carnaroli o il Vialone Nano. Questi tipi di riso rilasciano amido durante la cottura, creando quella cremosità che tutti amiamo. D’altra parte, per un’insalata di riso o un riso in bianco, il riso basmati o il riso jasmine sono più adatti, poiché mantengono i chicchi ben separati.

Il trucco che rende il riso perfetto: la ricetta che ogni chef vorrebbe tenere segreta

Un aspetto che molti sottovalutano è la qualità del riso stesso. Scegliere un prodotto di alta qualità, proveniente da aziende affidabili, può influenzare notevolmente il risultato finale. In Italia, ad esempio, ci sono produttori di riso che seguono metodi tradizionali e sostenibili, il che si traduce in un prodotto finale di gran pregio. Non è solo una questione di gusto, ma anche di salute. Riso di qualità ha meno additivi e conservanti, ed è più nutriente. Detto tra noi, quando ho iniziato a prestare attenzione alla qualità del riso, ho notato un miglioramento significativo nei miei piatti.

Preparazione e risciacquo del riso

Una volta scelto il riso, il passo successivo è la preparazione. Molti cuochi professionisti raccomandano di risciacquare il riso prima della cottura. Questo passaggio ha lo scopo di rimuovere l’eccesso di amido presente sulla superficie dei chicchi, che potrebbe rendere il riso troppo colloso. È importante però non esagerare: basta un veloce risciacquo sotto l’acqua corrente, giusto per pulirlo. Ricorda, però, che per alcune preparazioni come il risotto, non è consigliabile lavarlo troppo a lungo, poiché l’amido è ciò che conferisce quella consistenza cremosa al piatto. Ho imparato sulla mia pelle che un risciacquo veloce è davvero tutto ciò che serve.

Un’altra considerazione da tenere a mente riguarda il rapporto acqua/riso. Generalmente, la proporzione è di 1:2, ma ci sono eccezioni. Per esempio, per il riso per risotto, si utilizza un brodo caldo, che non solo cuoce il riso, ma arricchisce il piatto di sapore. Se utilizzi acqua, considera di aggiungere un po’ di sale, poiché il riso assorbe il sapore durante la cottura. Sai qual è il trucco? A volte, aggiungere un filo d’olio di oliva nell’acqua può aiutare a mantenere i chicchi separati.

La cottura: il momento cruciale

Ora veniamo al momento cruciale: la cottura. Molti pensano che cuocere il riso sia un compito semplice, ma ci sono diversi fattori da considerare. Iniziamo col dire che la temperatura è fondamentale. Cuocere il riso a fuoco alto può portare a risultati disastrosi, mentre una cottura troppo lenta può farlo diventare molle. La soluzione ideale è partire con un fuoco medio-alto, portando l’acqua a ebollizione, e poi abbassare la fiamma a un livello medio-basso una volta inserito il riso. Te lo dico per esperienza: il fuoco giusto fa davvero la differenza.

Un trucco che uso io è coprire la pentola durante la cottura. Questo aiuta a mantenere la temperatura costante e a ridurre i tempi di cottura. Tuttavia, è importante non sollevare il coperchio troppo spesso: ogni volta che lo fai, il vapore caldo esce e la cottura si interrompe. Un altro aspetto da considerare è il tempo di cottura. A seconda della varietà di riso, i tempi possono variare. Ad esempio, il Carnaroli richiede circa 16-18 minuti, mentre il Vialone Nano può richiedere qualche minuto in più. Controllare il riso durante la cottura è fondamentale per ottenere il giusto grado di cottura.

Infine, una volta che il riso è cotto, è importante lasciarlo riposare per qualche minuto prima di servirlo. Questo passaggio consente ai chicchi di assestarsi e di assorbire eventuali liquidi in eccesso, garantendo un piatto perfetto. In conclusione, se segui attentamente queste indicazioni, potrai anche tu ottenere un riso da ristorante, deliziando i tuoi ospiti e trasformando ogni pasto in un momento speciale.

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